

Diario di viaggio a cura di Anna Gherardi
Kamabuye, 28/11/2025
Oggi giornata campale a Kamabuye.
Si è svolto il torneo di calcio dei ragazzi/e tra gli 11 e i 15 anni : 16 squadre (12 maschili e 4 femminili).
Tante partite, combattute con grande entusiasmo e sorprendenti capacità, si sono susseguite a ritmo serrato sotto un sole cocente tra le ore 10 e le 18, senza interruzione. Negli intervalli solo dell’acqua zuccherata per rifocillarsi. Nella foga le ciabatte dei giocatori rotolano tra la polvere del campo; si calcia meglio a piedi nudi!
Ha vinto l’Albosaggia!

Una delle squadre in gara che ha vestito le maglie donate dalla Polisportiva di Albosaggia.
Vittoria ai rigori: le linee che segnavano l’area della porta, tracciate all’inizio del torneo con della polvere bianca, sono ormai scomparse.
L’arbitro traccia sul terreno una linea curva tutto intorno alla porta con un bastone.
Gli oltre 150 tra ragazzi e allenatori/animatori del torneo e i bambini della scuola si assiepano dietro quella linea e con grande partecipazione applaudono e incoraggiano i portieri e i tiratori che si alternano nel gioco nell’eroica finale!
E sono tiri formidabili e parate spettacolari!
Poi l’esultanza dei vincitori, ma anche di tutti i partecipanti al torneo e del pubblico.
Le coppe vengono consegnate alla squadra maschile vittoriosa dal sindaco del paese e alla squadra vittoriosa femminile da Morena, una delle volontarie presenti in Rwanda in questo periodo.
L’epica giornata termina con la distribuzione di un dono a tutti i 144 partecipanti (quaderni, penne e sapone) e con un abbondante piatto di riso, fagioli e patate fritte presso la mensa della locale scuola per i mestieri della parrocchia di Kamabuye, accompagnato dall’altrettanto desiderata bottiglietta di “Fanta”.
Il torneo ha avuto come sponsor, per il materiale da gioco, oltre alla polisportiva di Albosaggia, la delegazione provinciale FGIC di Sondrio, l’oratorio San Martino Villapizzone (MI), l’oratorio di Ceriano Laghetto (MB), l’associazione Centro aiuto alle famiglie (MI), l’Associazione “We love football” (BO).
La collaborazione con i responsabili locali nell’organizzazione e le altre spese relative sono state sostenute dall’Associazione Solidarietà Terzo Mondo di Sondrio, grazie a contributi di diversi donatori e alla presenza in Rwanda delle volontarie Morena, Anna e Silvia.
Kamabuye 29/11/25
Facciamo un giro nella piazza del paese dove oggi c’è mercato.

Poi con Onesphore e Jaen D’Amour visitiamo il terreno della parrocchia in riva al lago Cyohoha coltivato a mais, sorgo, fagioli e erbe per le mucche, una delle quali è lì lì per partorire. Poi facciamo un lungo giro per le frazioni del paese fino a vedere la frontiera col Burundi, che è interdetta e vigilata. In Burundi si va solo in aereo e costa tantissimo, oppure in auto attraverso la Tanzania, viaggio molto lungo e costoso; le comunicazioni tra i due paesi sono praticamente impossibili per le due popolazioni. Qui la campagna è tutta seminata e verde in questo momento, ma è piovuto meno del necessario quindi si teme la siccità e la conseguente carestia.
Kamabuye 30/11/25
Incontriamo le suore Olivia, Alphonsine e Dancille che sono venute fin qui per salutarci e accordarsi su come proseguire con loro il lavoro di aggiornamento sui bambini e ragazzi dell’adozione a distanza.
Stabiliamo anche di organizzare un incontro/festa con i bambini durante le vacanze per il 23 dicembre a Nyamata e valutare la possibilità di inserire nel progetto dei nuovi studenti.
Kamabuye 2/12/25
In mattinata incontro con 2 bambini dell'adozione a distanza e le loro madri affidatarie che vivono in questa zona del distretto Bugesera. Blice è orfano e vive con la famiglia di uno zio materno che insegna alla primaria, la zia ha con sé il suo bambino di sei mesi; Souxana è affidata a una vedova i cui figli sono grandi e hanno le loro famiglie (sua mamma è single e malata mentale) . Nel pomeriggio partenza per Rulindo dove si pernotta in parrocchia.
Rulindo 3/12/25
Dopo tanto tempo di nostra assenza, le persone già conosciute che incontriamo sono il cuoco Xavier e Kiragi il sordomuto addetto alla lavanderia. I saluti sono calorosi. Kiragi in questo periodo si fa aiutare dal figlio Samuel, fintanto che questi trova un lavoro suo.

Samuel si è diplomato alla Secondaria-S6 MEG ( Math -Economy et Géographie), tramite l’adozione a distanza..
Poi partiamo per un lungo tour tra i villaggi del distretto. Gli appezzamenti sono coltivati a mais, sorgo, fagioli e ogni sorta di verdure e disseminati di alberi di banane, mango e avocado. Ma soprattutto sono le estese piantagioni verdi intenso del tè nelle vallate tra le colline a rendere il paesaggio spettacolare. Qui uomini e donne stanno lavorando. Essi scavano i canali di scolo; estirpano piante vecchie per trapiantarne di nuove; riempiono larghi cesti con le foglie pronte per la raccolta; trasportano grossi fagotti di foglie verso il luogo dove c'è la bilancia per la pesatura e il camion che li porta via. Qui ogni operaio riceve il compenso per il lavoro fatto. Percorriamo le strade di terra rossa dal fondo dissestato, sollevando nuvole di polvere e attraversiamo le piantagioni del tè per poi scavalcare le colline ripide in un labirinto di saliscendi.

Questo giro serve a raggiungere alcune bambine dell'adozione a distanza che vivono da queste parti. A Kinhira vediamo le gemelle Germaine e Giselle accompagnate dalla nonna.

C’è una piccola rivendita di pochi prodotti essenziali. Le due ragazzine provano un paio di scarpe che comperiamo su commissione della famiglia che le supporta. Nelle vicinanze visitiamo la factory dove il tè viene trattato e confezionato. Facciamo la degustazione e ne acquistiamo qualche confezione.
Poi via verso Gitabage. All'incrocio tra Karambo e Gitabage incontriamo Ange accompagnata da una suora della piccola comunità dove vive con la mamma e la nonna; tutte e tre bisognose di un ambiente protetto a causa di diverse vulnerabilità. Qui arriva anche Josiane dal villaggio di Gitabage, abbarbicato sulla sua collina, insieme alla zia che l'ha accolta all'uscita dall'orfanotrofio. Poi proseguiamo su un lungo crinale fino a scendere verso Kigali dopo aver costeggiato un esteso bosco di eucalipti e conifere dove sono accampati molti militari (forse in addestramento a difesa della capitale).
Nyaburoro 4/12/25
Al mattino accompagno Ones al suo villaggio natale, dove celebrerà la messa in casa con una parte dei suoi famigliari e le due suore che assistono la mamma, immobilizzata nella sua fragilità di novantenne malata. Madeleine riesce a uscire lentamente dal suo torpore, riconosce il figlio prete e esprime la sua gioia di ricevere la Comunione. Una donna molto religiosa e umanamente forte che, negli anni, ha visto passare tanta vita, ma anche la violenza del genocidio che ha colpito anche la sua famiglia.
Prima di rientrare a Kigali andiamo a visitare la scuola di Nyaburoro che la nostra Associazione sostiene dal 2020.

Oggi a scuola ci sono gli esami di fine trimestre che si svolgono su 2 turni, come del resto, anche le lezioni quotidiane (le aule sono poche in rapporto al numero di bambini). Siamo arrivati durante la pausa di mezzogiorno. Tra poco tutti i bambini mangiano qui a scuola (come tutti i giorni la scuola assicura loro un pasto che a volte per qualcuno è l'unico possibile), quelli del turno del mattino insieme a quelli appena arrivati che hanno l'esame nel pomeriggio. Prima di lasciarci i piccoli della scuola materna si esibiscono in due canzoncine, una delle quali è una specie di saluto in cui riconosco solo la parola "muzungu" che significa "persona bianca" . A Nyaburoro incontriamo anche Sarah, Cressance e Cecile. Esse si sono laureate quest’estate (laurea triennale) rispettivamente in tecnologia e informatica, matematica e geografia per l' educazione, sviluppo rurale e comunitario.

Kigali 5/12/25
Oggi incontriamo Elise, che ci ha raggiunto presso il centro St Paul. Elise è un ragazzo volonteroso che studia all'università a Kigali in un corso serale triennale sulla gestione alberghiera e nel frattempo lavora in un bar. Suo fratello Ignace, che ora è nel suo villaggio a nord del paese, vuole fare la stessa cosa; inizierà a gennaio, condividerà la stanza con il fratello e, visto che ha preso la patente, cercherà lavoro come moto-taxista. Essi ricevono un contributo dall'associazione, donato dalla loro “famiglia adottiva”, per le tasse universitarie. Incontriamo anche Emmanuel e Clene, la sua fidanzata. Si sposeranno a febbraio. Pranziamo insieme, mentre ci raccontano della loro vita. La famiglia che ha sostenuto Emmanuel nel suo percorso scolastico fino a laurearsi come tecnico di laboratorio, ha voluto inviare loro, mio tramite, il suo regalo di nozze. Emmanuel lavora nel laboratorio di un piccolo centro sanitario di provincia e Clene insegna alla scuola Primaria.
Kigali 6/12/25
Morena ieri è rientrata in Italia. Oggi Onesphore mi invita a partecipare alla cerimonia di chiusura del giubileo rwandese per i 125 anni di presenza della chiesa cattolica in Rwanda. Siamo allo stadio Amahoro di Kigali, un’architettura moderna e molto bella nella sua linearità. Grande cerimonia con il cardinale arcivescovo e tutti i vescovi del paese, circa 400 sacerdoti, tante Suore di differenti congregazioni e tantissima gente, lo stadio è quasi al completo. La messa è solenne e accompagnata dalle corali e da danzatori e danzatrici tradizionali.
Kamabuye 7/12/25 domenica
Stamattina ho partecipato alla St. Messa delle ore 7 in ricordo di Elisa e Luisa. A fine messa ho fatto anche io un piccolo discorso per dire della nostra collaborazione con Onesphore e per ricordare Elisa alla cui memoria la sua famiglia ha dedicato questa chiesa contribuendo alla sua costruzione nel 2009. Luisa è la mamma di Elisa, è venuta a mancare all'inizio di quest'anno. La chiesa era piena di gente che ha mostrato partecipazione. All'uscita alcuni hanno voluto parlare con me. Sono molto contenti che Onesphore sia ora il loro parroco (all'epoca della costruzione della chiesa era parroco di Rhuhua, di cui Kamabuye era una succursale, mentre dal 2022 è una parrocchia autonoma). Ricordano con commozione la storia della nascita della loro chiesa.

Kamabuye 9/12/25
Giornata tranquilla a Kamabuye, scrivo il diario del viaggio e aiuto Rosa, la ragazza che fa da mangiare, a riordinare e pulire la dispensa e cerco di insegnarle a non stracuocere la pasta…
Ci sono due muratori che costruiscono una piccola cucina nel cortile. Qui si usa così, per poter utilizzare un focolare a legna, mentre nella cucina di casa c'è un fornello a gas.
Intanto la mucca ha partorito.